Categories: Senza categoria

Davide Montella

Share

Sentiamo spesso utilizzare l’espressione “Guidatore della domenica”. Questa espressione evoca immagini di manovre poco coordinate, al rallentatore o di improvvise esitazioni al semaforo. Ma dietro questa ironia si nasconde un principio fondamentale per la sicurezza: la disabitudine alla guida.

Sono in tanti a ritenere che l’uso saltuario dell’auto sia sinonimo di minor usura e minor rischio. In realtà, la mancanza di abitudine al traffico e di sensibilità rispetto alle dinamiche che governano il veicolo, trasforma queste occasioni saltuarie in un rischio reale per sé e per gli altri. Le competenze alla guida, proprio come un muscolo, se non esercitate, perdono tono e reattività.

Dalla nostra osservazione pluriennale, in Driving Motorsport, abbiamo identificato tre aree critiche in cui questo fenomeno manifesta i suoi effetti più pericolosi.

  1. La guida e il declino della memoria cinestetica

Guidare un veicolo è un’attività molto complessa, che non coinvolge solo la vista e la logica, ma anche i muscoli e i sensi. Attraverso la memoria cinestetica (la capacità del corpo di “memorizzare” movimenti precisi grazie ai recettori muscolari e articolari),  il nostro fisico sa istintivamente quanta pressione esercitare sul pedale del freno per ottenere una determinata decelerazione o come gestire piccole correzioni al volante. Questa capacità istintiva tende ad affievolirsi con la sedentarietà al volante o l’eccessiva dipendenza dai sistemi ADAS. Pertanto, guidando di rado, il GdD perde questa sensibilità nel percepire i segnali provenienti dal veicolo e dall’esterno.

  1. Il vantaggio del guidatore esperto: meno sforzo, decisioni più sicure e veloci

Il guidatore esperto ha automatizzato le azioni meccaniche (uso della frizione – se presente – controllo degli specchietti, gestione del cambio) liberando risorse cognitive per il compito più importante quando si guida un veicolo: anticipare gli eventi e monitorare l’ambiente circostante (il pedone sul marciapiede, l’auto in procinto di uscire dal parcheggio, la palla che rotola in strada).

  1. Perché la tecnologia non basta a salvarci.

Le auto moderne sono fortunatamente equipaggiate con sistemi di assistenza alla guida (ADAS) come ABS, controllo di trazione e frenata d’emergenza automatica (AEB). Tutto perfetto. Ma il rischio, per chi guida poco, è sviluppare un eccessivo senso di invulnerabilità. Ci si affida completamente a questi sistemi, delegando la responsabilità di guida all’elettronica di bordo.

Investire su sé stessi, la mossa vincente

Chiamiamola la Sindrome del Guidatore della domenica: un chiaro segnale che le nostre capacità di guida si affievoliscono con il tempo se non esercitate. E quindi, ciò che conta davvero non è quante volte ci accomodiamo in auto per guidare, ma quanto siamo pronti quando conta davvero. Perché la migliore tecnologia al mondo resta sempre la competenza di chi tiene il volante tra le mani…

Articoli correlati: